Amalia è un modello ingegneristico di Rover per l’esplorazione della superficie lunare.

Il team DIANA fu fondato nel 2008, per rappresentare il Politecnico di Torino all’interno del team nazionale A.M.A.L.I.A. , che si poneva l’obiettivo di partecipare, come squadra italiana, alla competizione Google Lunar X-Prize (GLXP).

Il Team A.M.A.L.I.A era composto dalle seguenti università:

  • Politecnico di Torino
  • Politecnico di Milano
  • Università La Sapienza, Roma
  • Università Federico II, Napoli

Al team DIANA fu assegnato il compito di progettare e costruire il rover per l’esplorazione della superficie lunare rispettando i requisiti imposti dalla competizione GLXP. Nonostante il ritiro dalla competizione GLXP da parte del team A.M.A.L.I.A. principalmente a causa di mancanza di fondi, il team DIANA è riuscito a sviluppare il modello ingegneristico del rover.

 

LO SVILUPPO DEL ROVER

 

Grazie all’impegno di molti studenti, provenienti da diversi percorsi di studi, il rover Amalia ha raggiunto ad oggi la sua terza versione e tutt’ora viene utilizzato per la ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per applicazioni nel campo della robotica spaziale, sia a livello hardware che software.

Studenti di ingegneria Aerospaziale e Meccanica hanno progettato i componenti meccanici fino ai minimi dettagli. Tutti i componenti sono stati validati tramite analisi FEM e numerose simulazioni “multi-body” sono state eseguite per poter verificare, da un punto di vista dinamico, il corretto funzionamento del rover.

Molte soluzioni innovative sono state sviluppate per soddisfare i requisiti della competizione e sopravvivere all’estremo ambiente lunare.  A cominciare dalle route elastiche in acciaio armonico, certificate per funzionare in un ambiente spaziale, frutto del lavoro di tesi di uno dei membri del team.

Studenti di ingegneria Elettronica hanno sviluppato PBC custom per l’interfaccia dei sensori ed attuatori e per la distribuzione della  potenza a tutti i sotto sistemi.  In collaborazione con gli studenti di ingegneria Informatica sono stati scritti i codici dei vari driver.
Il rover viene controllato da algoritmi avanzati basati su librerie comunemente utilizzate nel campo della robotica.
Grazie al sistema di telecamere stereoscopiche, sensori TOF (time of flight) e l’ambiente ROS il rover è in grado di auto-localizzarsi all’interno di una mappa 3D, realizzata in tempo reale, dell’ambiente circostante senza l’ausilio di sistemi GPS (ancora non presenti sulla Luna).